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Colle Val d'Elsa

La ricchezza storica e artistica della Toscana non si esaurisce nelle sue città d’arte più esclusive, ma spesso si nasconde nelle mete minori, inesplorate e a volte sconosciute. Luoghi come Colle Val d’Elsa, più appartata rispetto alle mete turistiche maggiori (Siena e San Gimignano), ma non per questo meno affascinante, preziosa e curiosa.  

La si può raggiungere dalla superstrada che collega Siena a Firenze, oppure attraversando le verdi colline del Chianti, Colle Val d’Elsa è un crocevia di passaggi da secoli, intorno ai quali si lega lo sviluppo di tutto il territorio.   

Posta come a dominio del fiume Elsa, il nome già lo suggerisce (Colle Val d’Elsa), la città è divisa da una parte alta (la più antica), nata su una collina di sabbie gialle e da una bassa, più moderna, cresciuta sulla valle del fiume. 

Una spaccatura netta che colpisce e la rende così unica e suggestiva. 

Colle Alta è adagiata su uno sperone cretoso, dove vecchie abitazioni dai caratteristici muri giallastri e rossicci si spingono fino sull’orlo del pendio, offrendo spettacoli inaspettati, mentre Colle bassa, si è sviluppata sulla sponda sinistra del fiume Elsa, dove vive l’anima industriosa e vivace della città. A Colle Val d’Elsa si può essere rapiti dal silenzio e la quiete che avvolge vicoli e palazzi, ma anche trovarsi travolti da una frenesia cittadina inaspettata, tra architetture moderne, opere d’arte contemporanea e nuovi spazi urbani sostenibili. In questa stretta relazione tra antico e moderno, si gioca la bellezza di Colle. 

Il volto medievale, cristallizzato nelle arti e nei mestieri, nelle case-torri, nelle mura, tra palazzi, piazzette e botteghe del centro storico, dall’alto osserva cosa avviene sotto di esso. Nella parte bassa del paese, dove la vita brulica frenetica e moderna con i ritmi della città matura. Dove un tempo sorgevano fiorenti opifici di mulini, gualchiere e cartiere, alimentate dall’acqua dopo l’imbrigliamento del fiume Elsa in gore e canali, oggi sono nati nuovi spazi urbani e naturalistici tutti da scoprire. Qui l’architettura contemporanea dialoga in armonia con le industrie del passato, inserite perfettamente nei contesti urbani riqualificati. Perché alcune filiere sono scomparse, mentre altre lavorazioni non solo sono sopravvissute, ma hanno fatto un salto di qualità, è il caso della lavorazione del vetro e i virtuosismi del cristallo che hanno portato a soprannominare Colle la “Boemia d’Italia”. Una tradizione testimoniata dai tanti artigiani e industrie ancora presenti in città e dal Museo del Cristallo che racconta la storia di questa antica produzione.  

Per gli amanti della natura poi c’è l’imbarazzo della scelta. Percorsi naturalistici, sentieri e scorci mozzafiato sulle rive del fiume Elsa e nei dintorni, senza perdersi le carezze di acqua tiepida nei Bagni delle Caldane, apprezzatissima meta termale già conosciuta da etruschi e romani. 

Colle Val d’Elsa è questo e molto altro, è quindi consigliato prendersi il giusto tempo per vivere il magico dualismo di questa città. 

Come attrezzarsi per vivere Colle? Respirare forte e viaggiare a marce ridotte. Solo così si riesce a vivere pienamente la città, la sua millenaria storia, i suoi tesori artistici e naturali, le sue arti sopraffine e i nuovi spazi urbani sostenibili, senza dover rinunciare alle leccornie locali e alla movida cittadina. 

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